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Berlusconi, ovvero il Sublime

Berlusconi, ovvero il Sublime - Daniele Bondi Writer

Dopo 14 lunghi anni, finalmente, ho capito per quale ragione il Cavaliere trionfa sempre. Mi ci è voluto un corso universitario di Estetica per arrivarci, ma alla fine ce l’ho fatta. Egli è la personificazione del sublime, cioè di quella condizione che ci fa provare piacere e dolore, stupore e spavento al contempo. Quella che ci procura l’emozione più forte della vita perché connessa all’istinto di sopravvivenza. Quella sorta di dilettoso orrore e di tranquillità tinta di terrore che proviamo quando ci troviamo sulla cima di una montagna, di fronte al filmato di uno Tsunami o di un terremoto, innanzi a un incidente in cui molte persone hanno perso la vita: quando cioè il pericolo, la morte e il dolore si trovano a una certa distanza e noi siamo in salvo.

 

Chi l’avrebbe detto che nel 1994 sarebbe riuscito a creare dal nulla il maggior partito italiano? Chi l’avrebbe detto che dopo 14 anni di difficoltà e prove che avrebbero annientato chiunque egli sarebbe sopravvissuto fino addirittura a trionfare? Ma li ricordiamo questi 14 anni? Come non rammentare la sfiducia di Bossi che in Parlamento gli dava apertamente del mafioso? Come tralasciare i più di 100 avvisi di garanzia, i rinvii a giudizio, le condanne di tanti suoi “amici”? Come dimenticare le due sconfitte subite da quel comunicatore insulso che è stato Prodi? Come, soprattutto, non sottolineare quei 5 anni di governo che godeva di una larghissima maggioranza, in cui, diciamoci la verità, il Cavaliere non riuscì a realizzare neanche una virgola del famoso patto con gli italiani?

 

Eppure, ancora una volta, l’istrione, il mago, il taumaturgo, il miracolato, l’esorcista, lo stregone ce l’ha fatta. E che vittoria sonante! Non ci si può che complimentare con lui e bene ha fatto Veltroni a telefonargli se non altro per assurgere a livello dei grandi statisti degli altri Paesi democratici. Cosa che lui, il Cavaliere, non avrebbe mai fatto, intendiamoci. Ma lui è sublime, mica democratico. Lui trasmette paura, mica ottimismo. Lui suscita il terrore del comunismo, mica stringe la mano agli avversari. Che emozione trasmette chi usa toni pacati, parla in modo educato, non tira mai colpi bassi, riconosce le sconfitte? Al massimo rispetto, stima, ammirazione. Ma solo il Berlusca può suscitare il sentimento del sublime, ovvero ciò che di più attraente e irresistibile i possa produrre per gli esseri umani. Non so se lui sia al corrente di ciò e cerchi intenzionalmente di essere sublime: forse gli viene spontaneo.

 

Ma ora si tratta di governare l’Italia e di tirarla fuori dai guai. Dire: “Non aumenteremo la pressione fiscale” è semplicemente orribile, poiché significa che la pressione attuale è giusta e condivisibile. Allora perché gridare tanto contro il trio vampirico Prodi-Schioppa-Visco? E’ indispensabile che Berlusca riduca la pressione fiscale e sensibilmente. Ma dove andrà a prendere i soldi? Le possibilità di ridurre la spesa pubblica ci sono eccome, ma lo sciamano di Arcore sa bene che così facendo perderà consenso. Staremo a vedere. Per ora, limitiamoci a fargli i complimenti.

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