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E se saltasse l'intesa fra il senatùr e il cavaliere?

E se saltasse l'intesa fra il senatùr e il cavaliere? - Daniele Bondi Writer

C'era una sola cosa certa nell'Italietta di oggi: la tenuta del governo e il patto di ferro fra Bossi e Berlusconi.

Sarebbe davvero clamoroso! In un'Italietta dove l'opposizione non esiste, la corruzione dilaga, il geverno non sa afforntare l'emergenza crisi economica, e dove per qualità della vita, sfida ambientale, sicurezza, tasse, scuola, coesione sociale siamo agli ultimi posti dell'Occidente avanzato, ci mancherebbe solo che la sola certezza che avevamo - ovvero un Governo, seppur non all'altezza delle sfide del momento, almeno solido e sicuro di concludere la legislatura - si disintegrasse!
Parlo ovviamente dello scontro Bossi-Berlusconi sulla questione presidenzialismo. E' logico che il senatùr, per difendere il suo Nord e salvaguardare la possibilità di una secessione futura, sia contrario al presidenzialismo, una formula governativa che renderebbe l'unità nazionale più forte e inderogabile. Ma è altrettanto logico che il cavaliere, temendo un'emorrogia di voti verso la Lega, unico partito d'Italia oggigiorno davvero vicino alla gente comune, voglia salvaguardare un'unità nazionale solo dalla quale può continuare ad avere un consenso complessivamente superiore a quello del Carroccio.

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