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I filosofi e i soldi

I filosofi e i soldi - Daniele Bondi Writer
Le dimissioni di Michelina Borsari e le accuse di Roberto Franchini, provocano in tutti noi, amanti e praticanti della Filosofia, sconcerto e indignazione
Studio Filosofia da diversi anni e da due sono iscritto all'Università di Parma per conseguire la Laurea in Studi Filosofici. Non ne ho nessun vantaggio economico, anzi. Lo faccio solo per "amore del sapere" e, soprattutto, per amore del conoscere il pensiero dei più grandi pensatori della Storia dell'uomo. Quando sono in loro compagnia, il tempo si dilata e la vita mi appare come una splendida avventura che merita davvero di essere vissuta. Quando leggo i dialoghi platonici non posso che provare entusiasmo per la sagacia provocatoria di Socrate. Quando studio Kant, mi vengono i brividi per la profondità e vastità del pensiero di cui un solo uomo è stato capace. Quando mi imbatto in Nietzsche non posso che provare sconcerto, cioè sentirmi al di fuori di ogni concerto, di ogni concertazione e sento che la mia mente diventa più flessibile e più capace di leggere il mondo scavalcando, anche se solo temporanemanete, i pregiudizi che inevitabilmente la condizionano.
Che i politici di oggi e di sempre fossero agli antipodi rispetto alla concezione platonica del governare, lo potevo anche accettare. Platone dice infatti che i governanti non devono avere patrimoni, non devono essere pagati per il loro servizio (deve bastare l'onore), non devono avere interessi concreti di nessun tipo (neppure essere sposati, sennò poi promulgano leggi che favoriscono i loro cari). Ma che i gestori del più importante Festival Filosofia di oggi cadessero anch'essi sulla buccia di banana del denaro, dei contratti, della poltrona, delle ripicche, non può che provocarmi un malessere interiore difficile da gestire.
Sì, è vero, anche alcuni grandi pensatori del passato sono stati spesso costretti a compromessi (pensiamo a Galilei o a Locke) e non hanno agito sempre in ossequio alla "Legge Morale" che così stupendamente Kant ci ha descritto. Però Socrate è morto per rispetto delle leggi di Atene e per mostrare al mondo cosa significa essere coerenti fino in fondo. Giordano Bruno è stato arso vivo per l'originalità del proprio pensiero che non era disposto a barattare. Schopenhauer preferiva non avere alcun studente alle proprie lezioni, piuttosto che seguire la massa e farsi seguace dell'hegelismo che riteneva fuorviante. Di questi esempi se ne potrebbero fare a centinaia. E sono proprio questi i modelli da seguire per gli intellettuali e i filosofi di oggi. Questi ultimi non sono probabilmente altrettanto grandi di quelli del passato sul piano teoretico. Pazienza. Ma che almeno cerchino con tutte le loro forze di esserlo sul piano etico. Chiedo troppo?
Per il bene di Modena e del Festival Filosofia chiedo allora che il sindaco Giorgio Pighi si faccia promotore di una riconciliazione fra Michelina Borsari e Roberto Franchini. E' intollerabile che questo impareggiabile evento, vero fiore all'occhiello della nostra città, muoia per ragioni che con la Filosofia non hanno nulla a che vedere. Lo chiedo come cittadino, come amante appassionato del sapere filosofico, come modenese. E sono certo, avanzando questa richiesta al sindaco di Modena, di rappresentare il pensiero di molti.

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