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L'anomalia di un premier sempre sotto processo

L'anomalia di un premier sempre sotto processo - Daniele Bondi Writer
I guai giudiziari del Presidente del Consiglio e il suo tentativo di salvarsi da ulteriori processi hanno sancito la fine della luna di miele fra Berlusconi e Veltroni. Mentre tutta Italia ne discute, nessuna di rende conto che questa triste svolta produrrà il definitivo declino del nostro Paese: niente più riforme istituzionali condivise, niente più opposizione propositiva, niente più leggi mirate all'interesse generale. E così, mentre gli altri Paesi sviluppati continuano a galoppare, a produrre riforme, a sviluppare l'economia, ad incrementare ricerca e innovazione e a salvaguardare l'ambiente, l'Italia si ritrova avviluppata nella tela delle immancabili questioni giudiziarie di Berlusconi. Questa era davvero l'unica cosa da scongiurare per il nostro Paese.

Io sogno un'Italia in cui possa candidarsi alla carica di Premier soltanto chi sia di provata moralità e non abbia interessi privati o ricchezze da difendere. Avendo studiato Platone, non posso accettare che il potere esecutivo, quello mediatico e una grossa fetta di quello economico, siano concentrati in una sola persona. Se il grande filosofo greco risuscitasse e venisse a vedere cosa succede in Italia, di certo griderebbe che qui regna la dittatura, non la democrazia. Sì, una dittatura con qualche spina nel fianco non facilmente distruggibile, ma pur sempre una dittatura. Con uno sconto letterale, Platone potrebbe dire che si tratta di una semi-dittatura. 

Poi sogno un Paese in cui chi vince le elezioni possa e anzi debba governare per 5 anni senza l'assillo degli interessi di parte di questo o quell'alleato. Sogno soprattutto un Paese in cui il popolo scelga di essere governato dai migliori, non da chi si presume difenderà meglio i propri squallidi interessi. Sogno un Paese in cui la magistratura stia al passo coi processi anzichè occuparsi solo di scandali, intercettazioni e processi con risonanza mediatica. Sogno un Paese in cui chi governa abbia a cuore il bene di tutti - disinteressandosi totalmente del proprio -  e miri non tanto ad assistere i più deboli, ma a creare le condizioni per far sì che chiunque abbia a disposizione il più ampio ventaglio possibile di opportunità per trovare la propria strada e perseguirla con successo.

Puro idealismo? Sì, me ne rendo conto.

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