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La bocciatura del Lodo Alfano lascerà tutto come prima

La bocciatura del Lodo Alfano lascerà tutto come prima - Daniele Bondi Writer
La mancanza totale di un'alternativa omogenea, seria e credibile, permetterà a Berlusconi di governare fino alla fine della legislatura
Esultare per la bocciatura del Lodo Alfano è quanto di più ridicolo e risibile si possa fare. Capisco che i fautori della "Legge uguale per tutti" si sentano sollevati e fin qui sto con loro, almeno col cuore. Ma da qui a pensare che la decisione della Consulta metta il bastone fra le ruote del Governo ne passa...
Non esiste un'alternativa omogenea. E quindi non esiste un'alternativa seria e credibile. Quindi gli italiani si terranno stretti l'attuale premier, perché lo spettacolo offerto dall'ultimo Governo Prodi è davvero ineguagliabile quanto a indecenza, vergogna, basso profilo, inefficacia, litigiosità continua e chi più ne ha, più ne metta.
Non esiste, nel 2009, alcuna alternativa possibile a Berlusconi. Anche se tornassimo a votare adesso, cioè subito dopo la sentenza della Corte Costituzionale e poche settimane dopo gli scandali delle "escort", tra l'altro in un periodo in cui il premier è severamente bocciato persino dai tifosi milanisti, beh, possiamo star certi che l'attuale coalizione di Governo stravincerebbe nuovamente e con percentuali di voto non diverse da quelle di 18 mesi fa.
E allora? E allora teniamoci il nostro Presidente del Consiglio, con tutti i suoi pregi (se milioni di persone lo votano dovrà pur averne qualcuno...) e tutti i suoi difetti. Piuttosto guardiamoci dentro. Noi italiani abbiamo qualcosa che non va. E' evidente. E' sotto gli occhi di tutti gli stranieri. Solo noi continuiamo a dire che gli italiani non sono mica stupidi. Verissimo. Non siamo affatto stupidi, ma cinici e opportunisti sì.
Se la maggioranza di noi vota il Cavaliere, vuol dire che in lui si identifica. E se continuerebbe a votarlo nonostante tutto, vuol dire che in lui si identifica totalmente, anche per quella parte (cospicua) di contraddizioni che Egli incarna.
Socrate accettò di morire perché non poteva sopportare l'idea di andare contro la Legge, che considerava al di sopra di tutto e di tutti, anche quando ingiusta nei suoi confronti.
Platone vagheggiava una Repubblica governata da cinquantenni preparati e privi di qualsiasi patrimonio, famiglia, interesse. Il solo onore doveva bastare loro per ricoprire quelle prestigiose cariche.
Cari Socrate e Platone, quanto siete distanti dall'epoca che noi stiamo attraversando!
Sembra quasi che il progresso tecnologico si sia accompagnato al regresso etico. Sembra, ma forse mi sbaglio.

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