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La politica del paradosso

La politica del paradosso - Daniele Bondi Writer

Il centro-sinistra si avvanteggerebbe regalalndo al Cavaliere una legge ad personam che lo salvaguardasse dai suoi processi

Mi sono ormai convinto che, per uscire dall'impasse in cui si trova la politica italiana, bisogna procedere in modo paradossale. In sintesi, la mia modestissima idea è la seguente: le opposizioni dovrebbero venire incontro a Berlusconi e questi farsi processare.
Le opposizioni dovrebbero elevare il livello del loro pensiero e uscire dalla nevrosi maniaco-ossessiva-depressiva incarnata dall'attuale premier italiano. A mio avviso sarebbe un colpo di scena proporre a Berlusconi una leggina su misura per lui, sì, una legge ad personam, che lo salvaguardi dai suoi mille processi. Quale sarebbe la conseguenza di un simile, ammetto paradossale, azione politica? Anzitutto Berlusconi resterebbe spiazzato e per la prima volta negli ultimi 15 anni si troverebbe a dover evitare i suoi reitereati attacchi nei confronti dei suoi avversari. Anzi, si troverebbe nella necessità di doverli ringraziare! Il nuovo e cortese premier che ci ritroveremmo ad ammirare, farebbe così un enorme favore elettorale al centro-sinistra e quest'ultimo si troverebbe nella condizione di poter andare alla campagna elettorale del 2013 sviluppando una sola e molto semplice tematica: "Cari elettori, negli utlimi 12 anni, Berlusconi ha governato per 10 anni e noi solo per 2. E' dunque ovvio che, se ci troviamo in questa situazione economica, istituzionale, costituzionale, politica, sociale, l'intera responsabilità cade sul Cavaliere. Gli abbiamo anche proposto una legge ad personam che lo salvaguardasse dai suoi problemi giudiziari. Ciononostante, i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Credete dunque, come noi, che Berlusconi non abbia più alibi per il suo insuccesso e sia giunto il tempo di pensionarlo definitivamente?"
Dall'altro lato, Berlusconi dovrebbe stare molto attento a una simile prospettiva. Salvarsi dai processi e governare fino al 2013 lo metterebbe in una condizione davvero difficile perché gli italiani si troveranno a quel punto in condizioni ideali per giudicare il suo operato. Non credo che il Cavaliere potrebbe vincere le elezioni del 2013, perché un governo di 10 anni su 12 deve produrre risultati. Lo deve necessariamente. E se non li produce, gli italiani non possono essere così coglioni da non desiderare un cambiamento.
Quindi a Berlusconi consiglio ancora una volta di farsi processare e magari condannare. Solo così potrà continuare ad accaparrarsi il consenso derivante dal suo vittimismo persecutorio e dai suoi attacchi all’uso politico della magistratura e al comunismo innato dei suoi avversari. Facendosi processare potrebbe apparire, e dopo la vista pubblica del suo sangue ancora di più, come il nuovo Messia e riproporsi con enormi possibilità di successo alle elezioni del 2013 dicendo “Non mi hanno lasciato governare, dunque, se ciò che ho fatto è poco, è tutta colpa loro.” E gli italiani lo rieleggerebbero. Senza alcun dubbio. Inoltre, una volta rieletto, il Cavaliere potrebbe affermare definitivamente il suo principio di diseguaglianza dei poteri, promulgando leggi che sanzionino definitivamente la prevalenza del potere esecutivo su quelli legislativo e giudiziario.
Credo che D’Alema, con la sua paradossale proposta, abbia visto giusto.
 

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