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La sicurezza fra responsabilità mediatiche e politiche

La sicurezza fra responsabilità mediatiche e politiche - Daniele Bondi Writer

In questo editoriale cercherò di dimostrare che i media e i politici sono certamente responsabili della ‘percezione di insicurezza’ di cui tanto si parla negli ultimi tempi.

Cominciamo dai primi: è mio fermo convincimento che la realtà non sia affatto quella raccontata dai media. Anzitutto i media fanno delle scelte: in redazione arrivano quotidianamente migliaia di notizie e i maghi dell’informazione non fanno altro che una mera cernita orientata a selezionare le notizie più terrificanti da quelle soft e da quelle – che ci crediate o no ne esistono davvero - incoraggianti. Una volta fatta la cernita, i direttori delle testate scelgono sistematicamente di pubblicare le prime a discapito delle seconde e delle terze. Già in questo primo passo del loro lavoro, i media si assumono una responsabilità incredibile: ci offrono un mondo di orrori, di violenze, di sangue, di guerre, di conflitti, di tsunami, di uragani, di morte, di povertà, di distruzione. Fateci caso: se il TG dura 30 minuti, i primi 25-28 sono dedicati a questo genere di notizie. La conseguenza più evidente? L’individuo medio si sente depresso, avvilito, disperato. Avete mai sentito dire a qualcuno frasi del tipo: “La vita è meravigliosa” oppure “Sono grato di essere nato in Italia”? Eppure, ve lo assicuro, sono espressioni che chiunque potrebbe usare quotidianamente se solo spegnesse per un po’ la televisione, vivesse un po’ di più a contatto con la Natura e con se stesso, leggesse i libri delle grandi menti che hanno abitato la Terra.

Dunque i media hanno una prima responsabilità: ci raccontano soltanto un mondo orribile, in cui non vale la pena di vivere. Ma hanno anche una seconda responsabilità: una volta effettuata la scelta di parlare solo di orrori, come raccontano questi orrori? Hanno mai cercato di trovare una luce di speranza, un risvolto positivo, all’interno di un fatto agghiacciante? Mai! Al contrario, hanno sempre e solo raccontato i dettagli dell’orrore ed elaborato i concetti più terribili, quelli che un insegnante di filosofia chiamava ‘percetti’ in quanto capaci di ‘performare’, cioè di creare la realtà. Come si fa a creare un concetto come xenofobia? O di percezione di insicurezza? Capite che se vi bombardo con concetti nuovi di questo genere, di cui voi non eravate a conoscenza, dopo pochissimo tempo ho in pugno i vostri sentimenti e le vostre emozioni? Se vi voglio gettare nella disperazione vi dirò che ‘percepite insicurezza’, che ci sono ‘ondate xenofobe in Italia’ e voi mi darete ragione, quando fino a ieri l’altro non sapevate neanche l’esistenza di simili concetti.

E ora veniamo ai politici: Fini e Berlusconi si sono scagliati contro Veltroni, affermando che il sindaco di Roma è l’unico responsabile dell’assassinio di Giovanna Reggiani! Qui siamo talmente oltre il limite della strumentalizzazione da aver superato il limite della vergogna e del ridicolo insieme! E bisogna ben essere stupidi per pensare che con loro al posto di Veltroni quel delitto (o altri simili) non avrebbe mai avuto luogo. C’è forse qualche elettore che crede a una simile stupidaggine? Dall’altra parte abbiamo i comunisti. Voi, così bravi a prendere sempre e comunque le difese della classe più debole, proprio non riuscite neanche per un attimo a pensare di introdurre in quella classe le vittime dei furti, delle rapine, degli omicidi, delle aggressioni fisiche, delle violenze più assurde. Ho visto un sondaggio di Sky secondo il quale il 91% dei partecipanti avrebbe apprezzato la proposta dell’On. Fini di espellere dall’Italia tutti gli stranieri che non hanno un lavoro o un mezzo di sostentamento. E’ chiaro che se i media non ci bombardassero continuamente con i loro amatissimi orrori quotidiani quella percentuale sarebbe molto minore. Se fossimo martellati da notizie piene di amore e speranza, che ce ne importerebbe di espellere dei poveracci? Ciò detto, la posizione di voi comunisti è davvero incomprensibile: per voi il solo male è di ordine economico. Fatti di ferro come siete, il male fisico non attira le vostre simpatie. Chi ne è vittima è sempre un maledetto capitalista e dunque non scatena la vostra indignazione. Vi auguro solo di non essere mai coinvolti in storie del genere. Di certo un merito lo avete: se gli italiani hanno percezione di insicurezza, questa non va a voi imputata.

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