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Mastella, Adornato e il clan dei trasformisti

Mastella, Adornato e il clan dei trasformisti - Daniele Bondi Writer

Ricordo benissimo il primo governo Berlusconi, nel quale Mastella rivestiva l'incarico di Ministro del Lavoro. Chi l'avrebbe detto che, da lì a pochi anni, il boss di Ceppaloni avrebbe sostenuto il governo dell'ex-comunista D'Alema? Una svista? Può darsi. In effetti, dal '98 al 2008, per ben 10 anni quindi, Mastella ha continuato a gravitare nell'area di centro-sinistra. Ma a gennaio 2008, per un problema del tutto personale, ha deciso di far saltare l'intero governo Prodi e di rendere impossibile e il referendum, e la redistribuzione della ricchezza derivante dai tesoretti vari. E' proprio così: l'Italia è un Paese dove, meno conti (in termini di voti avuti dagli elettori) e più conti (in termini di decisioni politiche di alto livello, quelle che riguardano milioni di persone). Com'è possibile? Se Mastella riceve solo i voti degli zii, dei consuoceri e di tutti coloro che ha sistemato in qualche ufficio pubblico e non raggiunge neppure l'1%, per quale assurda ragione può decidere i destini di quasi 60 milioni di persone? La risposta è semplice: la legge elettorale. Dunque non è affatto vero che agli italiani la legge elettorale non interessi. A noi italiani interessa eccome: soprattutto non vogliamo che si ripeta mai più un caso Mastella. Vogliamo che a prendere le decisioni importanti siano i rappresentanti dei partiti che sono capaci di raccogliere il maggior consenso, così potremo ritenerli responsabili (a sentir Mastella non è sua la responsabilità di aver fatto cadere Prodi) delle loro buone e meno buone decisioni e quindi, alla tornata elettorale successiva, confermarli o meno ai vertici delle istituzioni. Questo, credo, lo vogliono tutti. E allora ben vengano le riforme che avvicinino l'Italia al modello statunitense, bipartitico. Se oggi gli americani sono in grado di giudicare l'amministrazione Bush, è perché nessun altro può essere ritenuto responsabile di quanto fatto negli ultimi 4 anni. Da noi, invece, è sempre possibile prendersela con qualcun altro. Basta!

Interessante anche il caso Adornato: me lo ricordo all'inizio degli anni '90 quando si atteggiava a intellettuale di sinistra, un riformista sulla scia di Veltroni, per intenderci. E quale shock fu per molti vederlo passare a Forza Italia! Ma che, molti si dissero, è impazzito? Ma il tempo inghiotte tutto e così, quando oggi lo vediamo lasciare Forza Italia e prendere la tessera dell'UDC, e ascoltiamo Casini che dichiara la propria felicità per aver acquisito fra le proprie fila un "cattolico liberale" come Adornato, se da un lato un conato tenderebbe ancora a scatenarsi nel nostro tubo digerente, dall'altro riusciamo a governarlo e sopprimerlo in virtù del fatto che ormai siamo abituati a questi trasformismi di ogni ordine e grado.

Una domanda, però, è d'obbligo e vorrei rivolgerla, rispettivamente, a Berlusconi e Casini: come fate a fidarvi di Mastella e Adornato? Che cosa vi fa supporre che fra qualche mese/anno non cambino nuovamente idea?

Facile profezia?

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