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Non tutti i mali vengono per nuocere: la crisi favorisce Obama

Non tutti i mali vengono per nuocere: la crisi favorisce Obama - Daniele Bondi Writer

Non tutti i mali vengono per nuocere. Neppure quelli di una crisi finanziaria che ha il solo precedente del 1929. Forse, e sottolineo forse, il disastro di Bush finirà per convincere gli americani a votare per Obama fino a farlo stravincere con una differenza di venti punti percentuali, impossibili da colmare anche con i trucchetti alla Bush (vedo Florida 2000).

Auguriamocelo di cuore: gli USA hanno bisogno di un nuovo leader, giovane, che sappia fronteggiare le sfide del XXI secolo. Che rivoluzioni le regole dell'economia e della finanza in senso democratico. Che ristabilisca la priorità dell'economia reale sull'economia finanziaria della carta straccia. Tutto ilmondo ha bisogno di un presidente americano che abbia l'intenzione seria di mettersi a sedere con Ahmadinejad e con tutti i demoni di questa era. Tutto questo lo può e lo vuol fare solo Obama. Tutto questo è lontano anni luce dalle idee e dai propositi del McCain che troppo somilgia al peggiore di tutti i presidneti americani di sempre: G.W.Bush.

McCain si scandalizza tanto delle intenzioni pacifiste di Obama. Come può diventare presidente degli USA un uomo che non conosce la regola più semplice della convivenza planetaria: la pace la si fa solo coi "nemici". E a proposito di questi, dei "nemici", vorrei dire che si tratta solo di una parola per intimorire, suscitare paura. Perché nella realtà, basta mettersi a un tavolo ed essere disposti a farlo ripetutamente, per trovare un accordo.

Certo, a una settimana dal voto McCain inventerà qualcosa. E sarà qualcosa che dovrà suscitare paura. Perché solo così potrà conquistare il voto di qualche dubbioso. Si inventerà la minaccia dell'introvabile Bin Laden. O di un Iran prossimo a lanciare bombe nucleari su Israele. Vedrete, qualcosa di questo genere, il vecchissimo McCain (ma ce lo vedete a 80 anni guidare un Paese come gli USA?)


Barack Obama ha dichiarato l'1/10  che è tempo per il Congresso di mettere la politica da una parte e apporvare la legge per offrire un primo rimedio alla crisi economica. Ognuno finirà per essere colpito se la situazione non verrà sistemata: conti bancari, assicurazioni, stipendi, fondi pensione, e molto altro ancora finirà per essere colpito dalla recessione e molti posti di lavoro verranno perduti. Avrebbe potuto scegliere la politica del "tanto peggio tanto meglio", ma ha preferito un atteggiamento responsabile. Di questo gli va reso atto.

Ma bisogna che il popolo americano "si incazzi" e voti in massa per il cambiamento.


 

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