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Personaggi: Roy Tarantino


Roy Tarantino

Si chiama Roy Tarantino, è un cinquantenne italo-americano e sta per farla finita. Non ne può più di una vita costellata di fallimenti: ha perso il lavoro e la moglie Julia lo ha lasciato per un altro ottenendo l’affidamento esclusivo del loro unico figlio. È al sesto piano, sul balcone della scala antincendio e guarda l’asfalto di Mulberry Street. Ma nel momento in cui si sta per buttare, dalla casa di fronte, si leva un grido acuto e spaventoso. Roy abbandona quindi la sua idea e si precipita in quella direzione dove scopre che la sua amica Jessica è appena stata stuprata nell’appartamento di un’altra donna. Inizia da questa tragedia la nuova vita di Roy Tarantino che, desideroso di risolvere il caso, scopre di avere un talento innato per le indagini e intravede la possibilità del suo riscatto personale. Ambientato nella Little Italy di New York, questo thriller intrigante, ricco di colpi di scena e misteriosi delitti, è scritto con uno stile cinematografico che tiene il lettore col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.

 - Daniele Bondi Writer

Chi è Roy Tarantino

La mia storia

ROY TARANTINO

Mi chiamo Roy Tarantino e sono una creatura di Daniele Bondi. Questo scrittore non è stato molto gentile con me. Ho una natura indecisa e sfortunata. In realtà, non sono assolutamente cattivo. Ho provato tutta la mia vita a fissare e raggiungere gli obiettivi, ma con scarsi risultati. Sempre!

Ad essere sincero, sono un perdente perché non sono stato nemmeno in grado di conseguire la laurea. Il mio matrimonio è fallito e sono stato tradito due volte da mia moglie: non solo è andata via da casa ed è andata a vivere con un altro uomo, ma ha anche ottenuto la piena custodia di nostro figlio Thomas. 

Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ecco perché, all’inizio della mia storia, sto per gettarmi nel vuoto davanti a me. Sì, sto per commettere un suicidio … In questo preciso momento, l’urlo di una donna, un grido breve, affilato e agghiacciante, rompe il silenzio della notte.

Il mio inventore ha deciso di darmi una possibilità. La possibilità di diventare un detective…

 

LE MIE ORIGINI

Anche se sono nato nella città della Grande Mela, il mio sangue non mente: entrambi i miei genitori erano italiani. Mio padre era della Puglia, non di Taranto come suggerisce il mio cognome, ma di Bari. Mia madre, invece, è nata e cresciuta a Firenze, e guai a te se l’hai chiamata mai “toscana” e non “fiorentina”! Sono emigrati a New York, nei primi anni Cinquanta, quando ancora non si conoscevano.

Quando aveva vent’anni, mio ​​padre ha lasciato l’Italia con il suo migliore amico, Gianni, e insieme hanno aperto un ristorante a Hester Street. Mia madre era poco più di una bambina quando è arrivata in America con i suoi genitori e con il loro sogno di aprire un negozio di tailleur / costumi personalizzati. I miei nonni materni si erano messi in testa che gli americani avrebbero pagato un occhio della testa per i loro abiti e per qualche tempo hanno fatto bene a crederci.

Un giorno la famiglia andò a mangiare al ristorante di mio padre e fu qui che lui incontrò la ragazza che sarebbe diventata sua moglie e mia madre. Dopo averlo sposato, mia madre lasciò il negozio di vestiti dei genitori ed andò a lavorare al ristorante la cui attività andò a gonfie vele fino alla metà degli anni Novanta. Io ho anche lavorato lì per un po’, aiutando a servire migliaia tra pranzi e cene, fino a quando i miei genitori, in tarda età, hanno deciso di chiudere l’attività.

Entrambi sono morti nel 2004. Il mio papà è morto per un attacco di cuore e mia madre,che non era in grado di immaginare una vita diversa da quella che aveva vissuto con mio padre, è morta qualche mese dopo. Questo dimostra quanto i miei genitori si amassero.

Who is Roy Tarantino - english version

Roy Tarantino
My name is Roy Tarantino and I am a Daniele Bondi’s creature. This writer was not very kind to me. I’ve got an erratic, indecisive, and unlucky nature. Actually, I’m not naughty at all. I tried through the whole of my life to set and achieve goals, but with poor results. Always! To be sincere, I’m a class A loser as I was not able to graduate. My marriage agency failed and I was betrayed by my wife twice: she not only walked out on me and ran out of my life to go and live with another man, but also obtained full custody of our son, Thomas. This fact was the straw that broke the camel’s back. This is why, at the very beginning of my story, I’m about to throw myself into the empty space before me. Yes, I’m about to commit suicide… In this precise moment a woman’s scream, a short, sharp and chilling scream, rips through the starry night. As a matter of fact, my creator has decided to give me a chance. The chance to become a… detective!
About my Italian origin:
Even though I was born in the Big Apple, my blood doesn’t lie—both of my parents were Italian. My father was from Puglia; not from Taranto as my last name might suggest, but from Bari. My mother, on the other hand, was born and raised in Florence, and woe to you if you ever called her “Tuscan” and not “Florentine”! They emigrated to New York separately, in the early fifties. When he was twenty, my father left Italy with his best friend, Gianni, and they opened a restaurant together on Hester Street. My mother was little more than a child when she arrived in America with her parents and their dream of opening a custom tailor’s/dressmaker’s shop. My maternal grandparents had gotten it into their heads that Americans would pay through the nose for their fashions and for some time they did do quite well. One day the family went to eat at my father’s restaurant and that was where he met the girl that would later become his wife and my mother. After they married, she left her parents’ dress shop and went to work at the restaurant that they continued to run up until the mid-nineties. I also worked there for a time, helping them serve thousands between all the lunches and dinners, until my parents, well into their old age by then, decided to close the business. They both died in 2004. My dad died from a heart attack, and my mom, unable to imagine any other kind of life than the one she’d had with my dad, died a few months later. That’s how much my parents loved each other.

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