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Rivolta studentesca e Obama: il mondo verso il cambiamento

Rivolta studentesca e Obama: il mondo verso il cambiamento - Daniele Bondi Writer
I cambiamenti migliori nella storia dell’umanità sono sempre venuti da rivolte giovanili. Mi fa davvero sorridere l’ultrasettantenne premier-Casanova che vuole fermare questo movimento studentesco con la polizia: non sa che otterrà l’effetto contrario a quello desiderato?
Ah, già, lui è il premier dell’anti-cultura, dell’ignoranza massificata, del teledipendente-beautifulliano, del piagnisteo defilippiano, del velinismo e del gossippismo a tutti i costi. Dunque, che cosa ne può sapere lui, che passa tutto il suo tempo con amanti notturne ed esperti di leggi ad personam, di storia, filosofia, geografia o lettere?
 
In questi giorni sono molto contento, anzi ottimista. Dopo gli 8 anni di orrori prodotti dall’Amministrazione Bush – 2 guerre terrificanti e inutili, la crisi finanziaria più grave di tutti i tempi, il crollo delle torri gemelle, l’impoverimento generalizzato degli americani (eccetto i CEO delle grandi banche fallite, s’intende) – il mondo sta forse per voltare pagina. Se, come sembra, Barack Obama vincerà davvero le elezioni del 4 Novembre, il mondo si troverà a una svolta radicale: anzitutto un uomo di colore di soli 47 anni siederà sul trono più alto del mondo con idee e contenuti nuovi e concreti. In secondo luogo seguirà un periodo di pace il che vuole dire ritiro delle truppe dal Medio-Oriente e uso di quei soldi per favorire i poveri, le famiglie, le scuole, il welfare. Vi pare poco?
 
Ma il bello è che anche l’Italia, che fino a un mese fa sembrava narcotizzata irrimediabilmente dall’anti-cultura mediasettiana, si sta ribellando con grande forza e creatività. La rivolta viene dal basso, da studenti e professori insieme e non sta solo nella voglia di osteggiare il decreto Gelmini – inaggettivabile – ma nella spinta di dire basta a un sistema di massificazione istupidente che vuole ridurre i cittadini a esseri senza idee, senza fantasia, senza intelligenza. Meri strumenti di un potere la cui miglior definizione è quella di “fascismo in doppio petto”.
 
E l’incredibile è che, proprio mentre monta questa rivolta, anche il maggior partito dell’opposizione si sveglia. Veltroni porterà al Circo Massimo centinaia di migliaia, forse milioni di persone, dopo aver oscillato fra il “dialogo a tutti i costi” e il “dipietrismo giustizialista”. No, dopo grnadi fatiche, forse Veltroni riuscirà domani a dare al Partito Democratico l’identità che gli è sinora mancata. L’identità di un partito che si batte per i diritti inalienabili dell’uomo, sì, quelli sanciti dalla Costituzione francese del 1791, in cui per la prima volta si parlava di istruzione obbligatoria per tutti, cioè, di diritto allo studio.
 
“E’ nei libri che ho incontrato l’Universo” diceva Jean Paul Sartre. Ed è ancora lì che, oggi come ieri, possiamo trovarlo. Perché nei libri pulsa il pensiero più profondo e meditato dell’umanità, l’esatto opposto della sgangherata arena televisiva fatta solo di improperi e grida animali.
 
Gli esseri umani possono essere narcotizzati con la televisione. Ma non possono essere ridotti ad animali da cortile privi di intelletto, di coscienza e di immaginazione. E’ per questa ragione se, anche nel 2008 dei telefonini e di Internet, gli studenti si stanno risvegliando e finiranno per produrre il cambiamento di cui il nostro Paese, forse più di ogni altro, necessita. Sì, perché il nostro Paese è quello di Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Marconi, Meucci, Tommaso d’Aquino, Ottaviano, Rubbia, Caravaggio, Verdi, Vivaldi, Muti, Calvino, Pavese, Leopardi,…

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