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Viva l'Italia, l'Italia delle bandiere, l'Italia povera come sempre...

Viva l'Italia, l'Italia delle bandiere, l'Italia povera come sempre... - Daniele Bondi Writer

Era il 1979 quando Francesco De Gregori, pur cosntestato da individui dell'estrema sinistra durante un concerto in quel di Milano, cantò per la prima volta questa canzone profetica.
Viva l'Italia, non nel senso del "viva" sportivo, dell'hurrà, ma nel senso di "soprav-viva" a se stessa, alle sue mille contraddizioni, al sua essere metà giardino e metà galera, metà dovere e metà fortuna, e pur sempre disegnabile fra valzer e caffè. 
Viva l'Italia, l'Italia derubata e colpita al cuore, viva l'Italia, l'Italia che non muore... Sono passati 32 anni eppure l'Italia è ancora nella stessa condizione di essere derubata e colpita al cuore, da chi non c'è neppure bisogno di dirlo tanto è ovvio; una condizione di eterna agonia e di ripetuti colpi al cuore, che tuttavia non sembrano ancora essere stati in grado di ucciderla.
Viva l'Italia, presa a tradimento, l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento. l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. Più volte tradita da coloro che dovrebbero proteggerla, l'Italia del '79 era già vista da Francesco come assassinata da giornali e cemento. Mi domando come riscriverebbe questo brano oggi di fronte allo scempio della stampa scandalistica e soprattutto degli eco-mostri che hanno deturpato il Belpaese. Ce la farà l'Italia a fronteggiare questa notte scura con occhi asciutti e senza paura?
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre, l'Italia con le bandiere, l'Italia povera come sempre, l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l'Italia, l'Italia che resiste. Forse di recente ci sono meno stragi di mafia e/o terrorismo rispetto a qualche decennio fa, ma è sempre vero che gli autori di quelle stragi non sono mai stati trovati, e soprattutto che l'Italia è sempre più nuda, sempre più povera, dilaniata dai furti, dalla corruzione, dalle astuzie, dai privilegi, dai furbetti del quartierino, e oggi anche umiliata dalla grande Germania e dalla simile Spagna perché paragonata alla ormai defunta Grecia. Sì, Francesco, l'Italia è povera come sempre, anzi, oggi più che mai in quanto sono aumentati quei dr. Dobbermann di cui a un'altra tua canzone-capolavoro. Eri ottimista, Francesco, nel 1979, descrivendo un'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, con gli occhi aperti nella notte triste. Un'Italia che non ha paura, un'Italia che resiste. Oggi forse quegli stessi occhi sono meno asciutti e meno aperti, oggi forse il coraggio italico è venuto un po' meno. Però è vero che, nonostante tutto, l'Italia sembra resistere!
E allora Viva l'Italia, l'Italia che resiste! 


 

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